Prendiamo una barca e visitiamo le isole più famose della Laguna Nord: Murano e Burano ci aspettano! Se il tempo lo permette, spingiamoci poi fino a Torcello o, in alternativa, visitiamo una piccola “gemma nascosta”: l’isola di San Francesco del Deserto. Questa escursione d’interesse paesaggistico, etnografico e culturale ci condurrà nel cuore della Laguna di Venezia, alla ricerca delle molteplici (talvolta contradditorie) tracce della sua Storia e della travolgente bellezza della sua Natura. Un’esperienza suggestiva, da vivere per un giorno intero senza fretta e con la curiosità di scoprire uno degli ambienti più straordinari del mondo, Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1987!

Murano

Come Venezia, anche Murano è una vera e propria città sorta su isolette collegate da un reticolo di ponti e canali. Inizialmente dimora di pescatori, salinari e barcaioli, iniziò la sua ascesa attorno all’anno 1291, quando fu scelta per ospitare in via esclusiva le vetrerie lagunari. Da allora conosciuta anche come “l’isola del fuoco”, Murano è ancora oggi sede di circa 70 fornaci attive, nelle quali la tradizionale attività di lavorazione del vetro resiste all’avanzata del mondo globalizzato. Da centinaia di anni i maestri vetrai muranesi soffiano e lavorano a mano splendidi vasi, bicchieri, statue e lampadari in stile classico o rococò, ma anche in rigorose forme contemporanee, disegnate da grandi firme del design dell’arredamento.
Appena sbarcati sull’isola passeggeremo lungo Fondamenta dei Vetrai (sede delle fornaci più antiche dell’isola), evitando quelle più commerciali per varcare i cancelli di una solitamente chiusa al pubblico. Muovendoci con attenzione per non intralciare il lavoro degli artigiani, vedremo nascere dalle loro mani esperte piccole opere d’arte, i cui colori sono spesso segreti di famiglia tramandati da generazioni!

Continueremo poi la nostra visita raggiungendo l’antico centro cittadino (Campo San Stefano) con la sua caratteristica torre dell’orologio, oppure la rinascimentale chiesa di San Pietro Martire, scrigno di dipinti del Veronese e del Bellini. Attraversato il ponte sul “Canal Grande” di Murano potremmo in alternativa giungere a un altro gioiello dell’isola: la Basilica dei Santi Maria e Donato, famosa per gli splendidi mosaici pavimentali dell’XI sec. Animati da figure di animali, uccelli, bestie mitologiche e simboli dal significato spesso ancora incerto, questi mosaici sono solo uno degli elementi più affascinanti della Basilica, considerato uno degli esempi più riusciti di architettura romanica lagunare.

Burano

Una piccola Venezia in miniatura, più tranquilla e popolare, con le tradizionali case dipinte a colori squillanti e il campanile inclinato. Vivace isola di pescatori, Burano conserva immutati ancora oggi i suoi ritmi, le sue tradizioni e (soprattutto) la sua atmosfera magica, assolutamente da vedere!

Perdiamoci allora tra le sue calli e campielli, circondati dai colori delle casette di pescatori, il cui significato scopriremo poco a poco. Gustiamoci un delizioso pranzo in uno dei tanti ristorantini dell’isola, dove troveremo spesso qualcosa fuori menù pescato la mattina stessa e servitoci in esclusiva. In alternativa, rilassiamoci con una pausa caffè accompagnata da un delizioso gelato o (ancora meglio!) dai tipici biscotti dell’isola, i “bussolà” e gli “esse”. Con un po’ di fortuna potremo anche imbatterci in un’anziana signora che, seduta davanti all’uscio di casa, ancora lavora a mano un tipico merletto… Già, il famoso merletto di Burano. Si dice che questa meraviglia artigianale sia nata proprio dell’ingegno delle Buranelle, al fine di aumentare le magre entrate economiche delle proprie famiglie. Mentre gli uomini erano fuori a pesca (o in periodi di caccia sfortunati) erano proprio loro  a risollevare l’economia locale con questo lavoro. Nel ‘500, grazie al supporto di Dogaresse e Regine, il merletto passò dall’essere una semplice attività domestica a vera e propria Arte, fiorendo per secoli fino alla fine della Serenissima, quando rischiò di sparire per sempre. Fu salvato in extremis recuperando il sapere dell’unica merlettaia rimasta sull’isola…come? Lo scopriremo durante questo tour a Burano!

Torcello

L’approccio con quella che un tempo fu la capitale commerciale della Laguna vi sorprenderà. L’aspetto rustico, a tratti quasi desolato che Torcello offre al visitatore rende infatti difficile credere che, secoli fa, quest’isola fosse un’operosissima città portuale con migliaia di persone, i cui abitanti oggi si contano sulle dita di una mano!
Casette isolate, siepi, un orto qua e là… sono gli unici indizi del glorioso passato di Torcello, probabilmente una delle principali isole dove i profughi di terraferma si rifugiarono alla caduta dell’Impero Romano. Protetti dalle paludi lagunari, gli esuli della latina Altinum trovarono qui una nuova casa al sicuro dai “barbari”, sviluppando una fiorente civiltà di pescatori, barcaioli e mercanti che sfruttò la posizione strategica dell’isola (a metà tra l’Oriente bizantino e l’Occidente romano-barbarico), per farne un ricco centro commerciale… il più importante della Laguna in antichità!

Torcello ci stupirà con il suo silenzio e con la sua atmosfera quasi surreale. Passeggiando per strade ancora lastricate in cotto o coperte di ghiaia scopriremo le ragioni per le quali l’isola fu progressivamente abbandonata in favore di Venezia, il destino delle tante chiese e conventi un tempo qui presenti e soprattutto come gli edifici che la ricoprivano siano scomparsi del tutto, restituendola in gran parte alla Natura. Incontreremo il misterioso Ponte del Diavolo e passeggeremo tra le rovine del centro cittadino, irresistibilmente attratti dalla Basilica di Santa Maria Assunta, la chiesa più antica della Laguna. Ammireremo poi le splendide forme della vicina Santa Fosca, del Palazzo del Podestà e del Palazzo dell’Archivio, magari sedendoci sul famoso “trono di Attila”. Scopriremo infine come mai questo piccolo lembo di terra sia diventato il rifugio prediletto del poeta e scrittore Ernest Hemingway. Un’esperienza incredibile, un viaggio tra presente e passato che solo le isole meno turistiche sanno offrire!

San Francesco del Deserto

In alternativa a Torcello, da Burano si può facilmente raggiungere anche l’isola di San Francesco del Deserto.
Già a bordo della nostra imbarcazione potremo scorgere in lontananza i filari di antichi cipressi e pini marittimi che caratterizzano l’isola sulla quale, secondo la tradizione, lo stesso San Francesco sostò di ritorno dalla Terra Santa. Alla sua morte, l’isola (prima conosciuta come “Due Vigne”) cambiò nome diventando sede di un cenobio francescano tutt’oggi esistente e la cui Storia scopriremo una volta sbarcati in questa piccola oasi spirituale. Dopo aver percorso il lungo viale alberato che porta all’ingresso del Convento, saremo accolti da uno dei frati che abitano l’isola per visitare assieme la chiesa, il campanile e i chiostri.
Scopriremo un posto davvero incantevole per fare poi ritorno a Venezia ricolmi dello stesso senso di pace respirato in questa poco conosciuta ma affascinante isoletta.

Isole minori

Piccoli Gioielli. Monasteri e giardini. Orti e spiagge sono le sorprese nascoste delle isolette meno conosciute della laguna. Se San Clemente (sta fra la Giudecca e il Lido) con il suo bel monastero trasformato in resort a cinque stelle è tornata a nuova vita come rifugio chic di chi vuole soggiornare lontano dalla folla.

San Lazzaro degli Armeni

Subito a ovest del Lido, è rimasta quietamente mistica. A Venezia ha vissuto per secoli un piccola comunità armena e oggi la cultura millenaria di questo popolo si perpetua nei rituali dei monaci armeni Mechitaristi del Convento di San Lazzaro. Accolgono i visitatori guidandoli alla scoperta dell’isola,mostrando i corridoi del monastero il chiostro rinascimentale,la Chiesa e l’antica Biblioteca con preziosi codici miniati e antichi manoscritti. C’è anche un piccolo museo,con i doni ricevuti dalla comunità nel corso dei secoli. Avviamoci verso San Servolo ,ancora oggi soprannominata dai veneziani “ l’isola dei matti” qui infatti dal settecento fino al 1978 c’era il manicomio cittadino maschile. Oggi è diventato un museo chiamato la follia reclusa che racconta in modo coinvolgente,negli ambienti originali,la vita nei manicomi. Ricordiamo inoltre che qui il primario dell’Isola all’epoca amico di Verdi ha voluto sperimentare per la prima volta la musica terapia come sollievo alla tristezza dell’anima.

PREZZO ESCURSIONE*
Durata indicativa dell’escursione 6-/8 ore

Prezzo escursione euro 360,00 da 1-6 pax; ogni persona in più €20
I bambini sotto i 14 anni gratis
Escluso: vaporetto giornaliero e biglietto di entrata alla Cattedrale di Santa Maria Assunta 7 euro

Punto d’incontro: Hotel/Porto/Aereoporto/Stazione o Altro a seconda delle vostre esigenze