Prendiamo un vaporetto e visitiamo le isole più famose: Murano, Burano, Torcello. Ma non perdiamoci “le piccole” San Clemente, San Lazzaro, San Servolo Certosa, Sant’Erasmo e Pellestrina. Questa escursione di interesse non solo paesaggistico ma anche etnografico e culturale ci condurrà nel cuore storico, artistico e popolare della laguna nordche si offre e si svela al visitatore nei molteplici e contradditori aspetti della sua attuale realtà. Un’esperienza suggestiva,da vivere per un giorno intero, senza fretta con l’animo disposto alla scoperta e allo stupore che suscitano la bellezza della natura e le tracce della storia di cui questa parte della laguna è stata teatro.

Murano

A confronto con la sua sorellina minore sembra già una piccola città,con le sue isolette collegate da un reticolo di ponti e canali. E qui l’attività tradizionale, la lavorazione del vetro, resiste all’avanzata del mondo globalizzato. I maestri vetrai continuano a soffiare a mano splendidi vasi, bicchieri e lampadari (molte vetrerie concentrate lungo Fondamenta dei vetrai, fanno dimostrazioni aperte al pubblico e vendono direttamente i manufatti) In stile tradizionale, nel classico Rococò veneziano, ma anche con rigorose forme contemporanee, disegnate da grandi firme del design dell’arredamento. Se volete visitare una vera vetreria è molto importante recarsi in orari lavorativi della settimana. A Murano i forni rimangono sempre accessi e d’estati i Maestri vetrai iniziano a lavorare molto presto quindi alle quattro del pomeriggio terminano la loro giornata lavorativa. Noi avremmo la possibilità di visitare una vera vetreria ma dovremmo essere in pochi e seguire attentamente il percorso che ci verrà indicato questo per non intralciare il lavoro degli artigiani avremmo così modo di vedere in lavorazione Vasi,lampadari statue e quant’altro tutto sotto i nostri occhi meravigliati. L’altro gioiello di Murano è la Basilica dei Santi Maria e Donato (VII secolo ) con splendidi mosaici, come quello sul pavimento,con uccelli esotici,figure mitologiche e simboli creati con frammenti di vetro prodotti nelle fornaci locali. Nella chiesa rinascimentale di San Pietro Martire, invece si trovano dipinti del Veronese e di Giovanni Bellini.

Burano

Una piccola Venezia in miniatura,ma in versione popolare,con le case tradizionali dipinte a colori squillanti e il campanile a punta ,un po’ storto.L’atmosfera delle calli è rimasta tranquilla e ruspante,.vivace isola di pescatori,ancora oggi quest’isoletta conserva immutati i suoi ritmi, le sue tradizioni,i suoi colori . Una e vera e propria esplosione di colori colpisce infatti il visitatore che non è mai stato da queste parti. Vi capiterà forse di vedere ancora un’anziana signora seduta davanti all’entrata di casa intenta a lavorare un merletto. Mentre gli uomini erano fuori a pesca le donne lavoravano a merletto per poter aiutare le entrate economiche della famiglia ..anzi contribuivano in maniera così importante che in un periodo di storia particolarmente sfortunato della pesca furono proprio le donne di quest’isola a risollevare l’economia della società locale.

Torcello

L’approccio con quella che un tempo fu “ la Capitale” della laguna nord e i cui abitanti si contano oggi sulle dita di una mano..vi sorprenderà ,per l’aspetto rustico e desolato con cui quest’isola si offre al visitatore. Poche case isolate,siepi prati inselvatichiti e qualche orto qua e là sono gli unici indirizzi di una lontana presenza umana agli occhi di chi,nel silenzio assorto di questo luogo semideserto, tenta di immaginare un’operosa e affollata città marinara e portuale. Chi arriva fin qui fa un salto indietro nel tempo di quasi 15 secoli e apre alla prima pagina i l libro vivente della storia di Venezia ,perché è proprio su quest’isola,nella parte nord orientale della laguna che nel 638 d.C si rifugiarono gli abitanti di Altino- terraferma,in fuga dai Barbari:protetti dalle paludi lagunari,svilupparono nelle isole che la popolavano una nuova civiltà,di pescatori e mercanti: e a Torcello fu costruita la prima splendida basilica veneziana Santa Maria Assunta, in stile Bizantino-romanico. Una Chiesa a fianco di una cattedrale ci fa capire l’importanza a quei tempi di quest’isola da considerare senza ombra di dubbio la Prima Venezia e per lungo tempo museo a cielo aperto Quando l’isola è stata abbandonata i materiali furono spesso usati per la costruzione della Venezia che conosciamo ora. Ma vi assicuro che passeggiare per Torcello se siamo fortunati di non trovare molti visitatori diventa un esperienza incredibile.

San Francesco del Deserto

Da Burano si può facilmente raggiungere l’isoletta di San Francesco del deserto. Arrivando dalla barca è possibile scorgere già in lontananza la fascia scusa dei filari di antichi cipressi e dei pini marittimi che circonda il perimetro dell’isola. Scesi dalla barca percorrendo lungo il viale alberato si arriva alla chiesa, affiancata dal campanile e dal convento. Arrivati all’isola un monaco ci incontrerà per farci visitare e raccontarci la storia di questo posto incantevole. La fondazione viene tradizionalmente fatta coincidere con il soggiorno in laguna di San Francesco d’Assisi di ritorno dall’Egitto.

Isole minori

Piccoli Gioielli. Monasteri e giardini. Orti e spiagge sono le sorprese nascoste delle isolette meno conosciute della laguna. Se San Clemente (sta fra la Giudecca e il Lido) con il suo bel monastero trasformato in resort a cinque stelle è tornata a nuova vita come rifugio chic di chi vuole soggiornare lontano dalla folla.

San Lazzaro degli Armeni

Subito a ovest del Lido, è rimasta quietamente mistica. A Venezia ha vissuto per secoli un piccola comunità armena e oggi la cultura millenaria di questo popolo si perpetua nei rituali dei monaci armeni Mechitaristi del Convento di San Lazzaro. Accolgono i visitatori guidandoli alla scoperta dell’isola,mostrando i corridoi del monastero il chiostro rinascimentale,la Chiesa e l’antica Biblioteca con preziosi codici miniati e antichi manoscritti. C’è anche un piccolo museo,con i doni ricevuti dalla comunità nel corso dei secoli. Avviamoci verso San Servolo ,ancora oggi soprannominata dai veneziani “ l’isola dei matti” qui infatti dal settecento fino al 1978 c’era il manicomio cittadino maschile. Oggi è diventato un museo chiamato la follia reclusa che racconta in modo coinvolgente,negli ambienti originali,la vita nei manicomi. Ricordiamo inoltre che qui il primario dell’Isola all’epoca amico di Verdi ha voluto sperimentare per la prima volta la musica terapia come sollievo alla tristezza dell’anima.

PREZZO ESCURSIONE*
Durata indicativa dell’escursione 6-/8 ore

Prezzo escursione euro 300,00 da 1-6 pax; ogni persona in più €20
I bambini sotto i 14 anni gratis
Escluso: vaporetto giornaliero e biglietto di entrata alla Cattedrale di Santa Maria Assunta 7 euro

Punto d’incontro: Hotel/Porto/Aereoporto/Stazione o Altro a seconda delle vostre esigenze